| 27. Soru e il digitale terrestre? |
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Gli azionisti Tiscali sono ben lieti che Soru, in qualità di Governatore, preferisca avere i decoder con la presa ADSL piuttosto che col modem a 56 k... Alla pagina 4 dell'inserto di Affari&Finanza del 7 novembre 2005 il nuovo amministratore di Tiscali Tommaso Pompei, intervistato dal direttore Turani, afferma di essere "stato chiamato per lavorare alla seconda stagione di Tiscali. Per catapultare Tiscali nel mondo multimediale fatto di TV, di contenuti di ogni tipo...". Ci scuserete se spontaneamente e maliziosamente mettiamo insieme le tessere del puzzle. Da qui a dire che i decoder di oggi saranno superati fra sei mesi soltanto perché non consentono di aprire subito il nuovo mercato "video su ADSL" ce ne passa, sono due possibilità che non hanno nessun punto di contatto e il conflitto di interessi riguarda potenzialmente chiunque, anche Soru. Diverso può essere il giudizio se gli interessi fossero quelli legittimi, a maggior ragione di una regione a statuto speciale come la Sardegna. Nulla da dire sulla contropartita occupazionale che Soru ha richiesto al governo in cambio dello speciale "trattamento digitale terrestre", anche se come abbiamo poi scoperto la questione è ben più grossa e riguarda più in generale la ridistribuzione degli introiti fiscali che vengono alla Sardegna, circa 4,5 miliardi di euro: ognuno tira l'acqua al suo mulino e l'impegno di Soru per attirare sull'isola anche un solo posto di lavoro in più a qualunque titolo è legittimo e benvoluto. E' questione di mettersi d'accordo e la scelta di tagliare anche i 10 milioni di euro concordati con Ministero delle Comunicazioni e Dgtvi nel protocollo d'intesa dell'aprile scorso sono semplicemente un mezzo (lecito evidentemente) per imporre la propria strategia di rapporto con il continente e con il Presidente Berlusconi, che peraltro è di casa sull'isola... Alla luce di questo, l'accanimento tecnico contro il DT si ridimensiona, com'è giusto, parecchio. Al fondatore di Tiscali, infatti, non può essere sfuggito che prospettare un "decoder speciale" solo per la Sardegna è una semplice boutade che non ha senso. Di certo, nessuno (forse) impedisce agli imprenditori sardi, magari anche a Tiscali, di creare "televisione" a qualunque livello oppure utilizzare le possibilità "digitali" (anche quelle della rete DVB-H). Ad esempio, il servizio detto (a sproposito) "ADSL da satellite" offerto da Tiscali sarebbe facilmente realizzabile anche col sistema DVB-T, con vantaggio per tutti diventando "ADSL da terra". La domanda sorge spontanea: è più furbo Soru a far credere che i decoder siano fasulli e la tv digitale una fesseria o siamo più fessi noi a crederci? Noi non ci crediamo. |
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